Quest’anno, senza le tradizionali bancarelle della Fiera di Sant’Apollonia, ci mancheranno molte delle leccornie che, fin da bambini, siamo abituati a ricercare tra i suoi banchetti.


I firùn

Si tratta della versione lombarda delle note collane di castagne secche piemontesi fatte “rinvenire” al fine di dare al frutto un po’ di morbidezza.
Le castagne vengono seccate ad affumicazione lenta ma con l’aggiunta di una copertura di sacchi di juta mantenuti umidi.
I frutti, che non vengono mondati, si infilano con un ago da calzolaio in uno spago e poi intrecciati a file di 4 o 5, ottenendone una collana.
Hanno un sapore vagamente di cioccolato, vera delizia per i bambini di tempi molto più poveri, ma ricercati anche dagli adulti.

I castegnàat (venditori di firùn) un tempo arrivavano dal Cuneese e per attirare i clienti organizzavano una piccola lotteria: estraendo tre numeri da un sacchetto si potevano vincere altre castagne.


Al melgàs

E’ il dolce tipico delle fiere, comunemente chiamato tiramolla. Si tratta di una melassa a base di zucchero che viene lavorata, spesso sul posto, e portata a formare delle sottili strisce, leggermente arrotolate, che poi vengono lasciate indurire e tagliate in pezzi di diverse misure.

La lavorazione del melgàs è molto faticosa. I pasticcieri impegnati nella loro lavorazione si danno spesso il cambio per l’affaticamento.

Le azioni di tira e molla vengono fatte a mani nude ed una volta circolava la diceria che, per proteggere la pelle dalle vesciche, il pasticciere, durante le manovre, sputasse spesso sulle mani – un po’ come fanno i vecchi manovali al badile. Ciò spingeva molte persone ad evitare di assaggiare il melgàs che, invece, per molte altre, costituiva una vera prelibatezza.


La rigulìsiå

Si tratta della liquirizia che, sui banchi della fiera, viene offerta rigorosamente in tronchetti di radice.

Il termine liquirizia significa proprio “radice dolce” ed in effetti le radici sono la parte più utilizzata, in bastoncini o a pezzetti, per le sue numerose proprietà e per il sapore aromatico e balsamico, che rende la liquirizia un ingrediente per molte ricette, dai liquori alle caramelle, fino ad aroma per le carni.

I bastoncini di liquirizia possono essere masticati per gustarne il sapore, e possono essere così conservati per lunghi periodi di tempo. Le radici di liquirizia possono essere inoltre bollite lungamente, fino a ricavare il liquido scuro, caratteristicamente associato alla liquirizia, che viene impiegato per la preparazione di dolci, liquori, e caramelle notoriamente conosciute come liquirizia nera.

La rigulìsiå è estremamente benefica per la salute dei bronchi, per contrastare la tosse e per combattere le infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio. La radice di liquirizia inoltre ha molti benefici a livello gastrointestinale, contrasta bruciore di stomaco e le gastriti, aiuta a prevenire ulcere e coliti, regola la digestione, è benefica per chi soffre di pressione bassa ed è un antispastico.

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